venerdì 14 dicembre 2012

Quando piccolo è bello - CI.BO. restaurant, Rovereto




Il modo migliore di vivere Rovereto è senza dubbio quello di spostarsi a piedi nelle vie del centro passeggiando senza fretta e fermandosi a guardare particolari dei palazzi dipinti e scorci di cielo tra palazzi e vicoli.
E' così che si incontra il Ci.Bo. piccolo e raffinato ristorante appollaiato sui gradini della Scala del Redentore, un vicolo talmente piccolo che è difficile persino da vedere e da trovare, dove il sole non entra mai se non a mezzogiorno in punto.






La ricerca però viene ampiamente ripagata fin dall'ingresso, un rettangolo stretto e lungo occupato quasi per  metà dal bancone della reception in legno scuro e collocato esattamente al centro tra sala da pranzo (a destra) e cucina ( a sinistra).
Si cena sotto i mattoni a vista della volta a botte, una decina i tavoli apparecchiati con tovaglie immacolate che arrivano quasi a sfiorare il pavimento, sedie vestite sempre in totalwhite e decori bianchi per la stanza, qualche libro e un paio di ripiani appesi alle pareti.
L'atmosfera è raffinata ed elegante e anche suggestiva mentre la cucina è essenziale e semplice con materie prime del territorio, come i formaggi di malga dell'Alto Adige, e secondo la stagionalità dei prodotti: io ho provato della pasta con le verdure e un tortino alle mandorle con crema alla vaniglia ma il menu cambia praticamente ogni mese.
Lo chef Takeshi Minagawa di Osaka e la titolare amano la cucina salutista e rifuggono lunghe cotture e condimenti pesanti lasciando intatto il sapore vero degli alimenti.
Pane e pasta rigorosamente fatti a mano e preparati in casa mentre la lista dei vini accoglie circa 50 etichette con particolare attenzione, ovviamente, ai vini del Trentino.
Una curiosità: il nome del ristorante non fa riferimeno esclusivamente agli alimenti ma è anche l'unione delle iniziali dei due titolari.
Assolutamente da provare.


Ci.Bo. is a small and nice restaurant located on the Scala dal Redentore steps, in the centre of Rovereto.

The searching is widely rewarded from the entrance, a long and narrow rectangle occupied for almost a half size by the reception desk in dark wood and placed exactly in the centre of the dining room (right) and kitchen (left). 

People have dinner under the brick vault, there is a ten of tables set with white tablecloths, chairs dressed  in totalwhite and white decorations for the room, a few books and a couple of shelves on the walls. 

The atmosphere is refined, elegant and charming and the food is essential and simple made from local ingredients, and according to seasonal products: I took pasta with vegetables and an almond pie added of vanilla cream but the menu changes practically every month. 
The chef Takeshi Minagawa and the owner love  health cooking and shun lengthy cooking  and heavy sauces. 

Bread and pasta are home made and the wine list has about 50 labels with particular attention, of course, to the wines of Trentino. 
A curiosity: the name of the restaurant is the union of the initials of the owners. 

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