giovedì 4 luglio 2013

Intervista esclusiva a ...



Oggi ho il piacere di regalarvi l'intervista esclusiva che mi ha rilasciato Viviana Lapertosa, la "cuoca della porta accanto" come ama definirsi lei stessa parafrasando un celebre film di Francois Truffaut.



Una laurea in storia del cinema, pugliese di nascita e comasca di adozione, Viviana ha accettato di rispondere alle mie domande nella insolita veste di viaggiatrice.

Per chi volesse conoscerla meglio vi invito a leggere il suo blog www.lacuocadellaportaaccanto.com e a seguire il programma "Metti una sera..." sul canale Arturo, 221 del digitale terreste, dove intrattiene il pubblico e il suo "vicino di casa" Giorgio Marchesi con le sue favolose ricette di ispirazione cinematografica.


Ed ecco l'intervista:


1- ciao Viviana, benvenuta. Domanda obbligatoria: è nata prima la passione per il cinema o per la cucina?
La cucina, senz'altro. La cucina c'è prima di te, c'è prima di conoscerti... c'è sempre!



2 - quanto dei tuoi viaggi c' nella tua cucina e quanto invece c' è della tua terra d'origine? I viaggi ti danno ispirazioni o il cibo italiano e le nostre sane tradizioni restano il meglio che ci sia?

I viaggi mettono sempre un po' in crisi il tuo modo di mangiare e di cucinare e questo è il bello, perdi tutte le certezze, ti dimentichi del quotidiano e ti lasci andare a cose che nemmeno immaginavi esistessero.
Poi torni a casa e pian piano avviene una sorta di "selezione naturale" di ciò che hai visto e assaggiato. Alla fine ti resta, e diventa parte di te e del tuo modo di cucinare, solo ciò che ti ha impressionato davvero. La stessa cosa che in fondo avviene con la tua tradizione alimentare e con la cucina dei tuoi luoghi d'origine, non è che ti porti dietro tutto, ma solo ciò che ti rappresenta, una sorta di marchio di fabbrica indelebile: in ogni caso sì, mi sento una cuoca moooolto italiana.


3 - Se una cuoca esce a cena che ristorante sceglie? E perché? Per la cucina, per l'ambiente e l'atmosfera, perché vuole "curiosare" altri cuochi?


Non mi piace andare a fare gli esami ad altri cuochi, né rovinarmi una serata per "fare i compitini", forse perché in un periodo della mia vita sono stata una critica gastronomica (e quello, a parte gli scherzi, è un duro e non facile lavoro), adesso quando esco voglio solo rilassarmi e godere del buon cibo, anche se semplice, del vino servito bene e di un servizio piacevole e non improvvisato. Mi piacciono i ristoranti basati sull’onestà di intenti e sulla professionalità, dove il protagonista è quello che c'è nel piatto, a qualunque livello, sia una trattoria, un bar o un ristorante stellato.


4 - Molti film sono girati nella tua bella Puglia (io sono fan di Ozpeteck e ovviamente ricordo al volo Mine Vaganti) e in Italia e io sogno di visitare ogni luogo dei film che mi sono piaciuti. Consiglieresti a me ai miei lettori un giro magico tra luoghi e cucina di un film che ami molto?


La Puglia certamente è da visitare, anche Edoardo Winspeare ha restituito in maniera minuziosa odori, rumori e dettagli che solo un pugliese può capire. Penso che ogni luogo, se raccontato come si deve, da un regista appassionato, sia degno di visita e ti faccia venire voglia non solo di andarci in vacanza ma proprio di "trasferirti" e vivere per sempre nel film. A me per esempio è capitato con la Parigi (e la Francia tutta) di Truffaut.


5 -Sei appena tornata da Hong Kong e dalla Cina: cosa ti hanno lasciato questi paesi (non solo dal punto di vista culinario ovviamente!) e che cosa cerchi nei tuoi viaggi - il prossimo in Giappone giusto?

Ancora sto metabolizzando l'esperienza cinese, complessa e difficile da descrivere, ad essere sincera prima non mi sentivo molto ispirata dall'Oriente, mi ritengo molto più mediterranea e latina come indole.
Però pare che ogni cuoco debba fare un passaggio ad est prima o poi: dicono che le due cucine più importanti del mondo siano quella francese e quella cinese. Volevo andare a vedere di persona e in effetti mi sono resa conto che esiste un'altra parte del mondo oltre l'occidente, sia per la cucina che per la cultura in generale.


6- Che tipo di viaggiatrice sei: ami le comodità? Ti piace l'avventura? E assaggi tutto della cucina locale o selezioni?

Assaggiatrice onnivora e senza paura mi sono fermata solo davanti a "roditori" e animali da compagnia. Per il resto non amo l'avventura a tutti i costi, penso che sia inutile e dannoso fare gli eroi. Non pretendo le comodità, ma se ci sono perché no?


7 -Consigliaci al volo un ristorante ed un albergo ad Hong Kong!

Tanti... troppi. Tutti da provare e da perderci la testa. Hong Kong è un grande ristorante a cielo aperto dove puoi trovare tutto il cibo che hai sempre sognato e non hai mai osato chiedere. Basta camminare e i ristoranti e i mercati alimentari ti sfilano davanti, si tratti della migliore oca arrosto della tua vita, del dim sum più popolare, dei più raffinati noodles o ravioli. Per non parlare della moltitudine di ristoranti di tutto il mondo, lì a portata di mano...Per gli alberghi non saprei, il vero problema a Hong Kong è dormire, i
prezzi sono alti per mancanza di spazio. Io ho vissuto in un appartamento piccolo e relativamente costoso.


Grazie a Viviana Lapertosa, la cuoca della porta accanto, per la disponibiltà e la gentilezza!

Nessun commento:

Posta un commento