martedì 10 settembre 2013

I migliori ristoranti vegetariani

Si chiude a Bologna proprio oggi il SANA 2013 , salone internazionale del biologico e del naturale. Chi di voi c'è stato? Vi è piaciuto?

A chi, come me, ha saltato l'appuntamento, è invece dedicato il post di oggi che riprende un articolo molto interessante del sito dissapore.com che ha scovato i migliori 12 ristoranti vegetariani d'Italia.

"Un luogo comune, soprattutto all’estero, dipinge la nostra cucina come devota all’uso/abuso di qualsiasi genere di carne. Ora, a parte che a me l’immagine non disturba affatto, va detto anche che non rende giustizia ai tanti ristoranti italiani che propongono piatti vegetariani.
Ho fatto la cameriera e… vabbè, lo confesso, anche a me è capitato di alzare gli occhi al cielo di fronte all’ennesima cliente (spesso anglofona, ma guarda un po’…) che mi chiedeva se nei bocconcini di pane ripieni, il formaggio derivasse da caglio vegetale.
Ma si tratta di cliché: non tutti i vegetariani sono petulanti e non tutti i camerieri italiani portano un fazzolettone a quadri rossi di traverso sulla spalla.
Quindi: noi vi proponiamo 12 ristoranti vegetariani che si distinguono per qualità dei prodotti, ambiente e filosofia. Perché il vegetarianismo, come tutti gli –ismi che mi vengono in mente così su due piedi, richiede un atto di fede.
Almeno da parte mia.
Ghea, Milano


























MILANO: GHEA
La cucina di Ghea (mi raccomando con l’h, ci tengono) si definisce inclusiva: il cibo deve essere buono e fare bene. E non solo a noi, ma anche alla Grande Madre, la Terra, da cui il ristorante prende il nome. Spazio quindi ai vini biodinamici TripleA e ai prodotti biologici, selezionati dallo chef e direttore di Ghea, Antonio Tommaselli.
Aperto tutto il giorno, offre colazioni a base di centrifugati e pasticceria vegana, la possibilità di un abbonamento per 10 pranzi a €120 (piatto unico), e poi la cena. Particolarmente apprezzata la formula dell’happy hour a 8 euro.
Mens@sana, milano
MILANO: MEN@SANA
Con ben 11 punti vendita a Milano, Mens@sana rappresenta un’ottima soluzione per mangiare vegetariano senza spendere troppo. E’ una gastronomia, quindi il prezzo varia a seconda del peso delle porzioni. Alcuni esempi dei piatti proposti, che cambiano giornalmente: riso nero con carote ed anice, grano saraceno con zucchine e basilico, spaghetti di riso con broccoli, lenticchie rosse e curcuma.
La produzione è concentrata nel laboratorio gastronomico di Piazza Martelli, e per alcuni punti vendita è disponibile anche il servizio di catering.
Centro Botanico
MILANO CENTRO BOTANICO
Quello di Piazza San Marco è stato il primo punto vendita CentroBotanico aperto nel 2001 da Prodotti Naturali Spa. Oltre ai prodotti biologici, biodinamici e da permacultura presenti anche negli altri negozi sparsi per Milano, nei locali di via Solferino trova spazio anche il bioristoro.
Aperto dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 17.30, questo bar propone sia la cucina vegetariana classica, in gran parte vegana, sia preparazioni crudiste. Il prezzo medio è di circa €15, previsti anche due menù degustazione da €18 e €20.
Joia Milano
MILANO: JOIA
Sono due i grandi filoni a cui si ispira Pietro Leemann, chef del Joia, per la sua cucina: “antroposofia steineriana” e cucina (ma non era medicina?) ayurveda.
Ci vuole un po’ di pazienza per comprendere i menù degustazione, che sono tre (da € 75, da €85 e da €110) e che alle mie barbare orecchie suonano vagamente fricchettoni: La scoperta, L’enfasi della Natura e Zentih, composti da piatti con nomi inquietanti come Perseveranza, Mi ha pensato Fabrizio e Un indovino mi disse…
Trattoria Glisenti
BRESCIA: TRATTORIA GLISENTI
Oltre al pesce di lago, specialità per cui questo delizioso ristorante sul Lago d’Iseo si è fatto conoscere, da qualche tempo lo chef Berlinghieri si è “inventato” anche una proposta vegana: banditi dalla cucina uova, latte e burro, il menù bio è composto esclusivamente da prodotti biologici e a chilometro zero.
Selezionato anche dalla Guida Michelin, la fascia di prezzo è sui €40-€50, servizio accogliente, vista eccezionale.
SatPrem Torino
TORINO: SATPREM
Questo ristorante nel cuore della Torino antica prende il nome dallo scrittore francese seguace dello yoga di Aurobindo. L’India riecheggia nello stile del locale e nella proposta gastronomica, che è sia tradizionale sia vegetariana.
Sono disponibili menù degustazione che vanno dai €25 ai €30 euro. SatPrem è stato finalista, nel 2011, al SANA di Bologna.
Fata Zucchina, Verona
VERONA: FATA ZUCCHINA
La fata in questione è Anna Lupi, al secolo: Anna-Uccello-di-Fuoco (Dissapore non dimentica) della prima edizione di Masterchef. Comunque, alla faccia del presunto snobismo della cara Anna, l’atmosfera al Fata Zucchina e semplice e accogliente. La filiera dei prodotti è certificata e trasparente.
La spesa più che consona alla qualità degli ingredienti: tra i €20 e €40. È prevista la formula “pranzo veloce” e il martedì sera menù a tema.
Apriti Sesamo
PARMA: APRITI SESAMO
Il ristorante ha ottenuto la certificazione biologica Icea e nel 2012 ha vinto il premio “BravoBio” del Sole24Ore.
I menù degustazione cambiano ogni settimana (€30 bevande escluse), e sono disponibili anche nella versione da asporto. A pranzo un piatto unico a scelta tra le proposte della cucina costa €13, coperto e bevande (acqua o tè) inclusi.
Arancia Blu
ROMA: ARANCIA BLU
Il sito web non è proprio un pozzo di informazioni, ma passandoci sopra si scoprono altre gioie: una carta dei vini con oltre 600 referenze, selezioni di formaggi italiani e francesi. Attenzione particolare riservata alle birre artigianali e ai distillati di qualità. Insomma, quando si legge sulle loro tovagliette che la cucina vegetariana non è né monotona né punitiva, poi c’è da credergli per davvero!
Prezzi nella norma per il livello del locale e la qualità delle materie prime: antipasti tra €8 e €10 euro, primi e secondi non oltre i €12,50, e i dolci sono sugli 8 euro…da provare i due semifreddi, il primo alla mandorla della Val di Noto e il secondo al pistacchio con salsa di mandarini caramellati al miele.
L'arca, alba adriatica
ALBA ADRIATICA: ARCA
Oltre all’ottima qualità del pesce, che viene valorizzata dal sushi dello chef Inogughi, anche il menù vegetariano fa la sua figura. Prodotti biologici applicati alla cucina vegana e macrobiotica con creatività e minima manipolazione delle materie prime.
Il personale gestisce anche l’enoteca dove, oltre alle etichette nazionali e locali, trova spazio un’ottima selezione di oli d’oliva. Il prezzo dipende ovviamente dal menù: quello vegetariano è sui €40.
Un sorriso integrale
NAPOLI: UN SORRISO INTEGRALE
Ristorante vegetariano e macrobiotico gestito dall’Associazione culturale AmicoBio, questo locale si trova nel centro storico di Napoli, vicino a Piazza Bellini. Oltre al punto ristoro sono presenti anche un emporio di prodotti biologici e una libreria, con i testi selezionati sui temi cari all’Associazione: bioregionalismo, agricoltura naturale, alimentazione naturale.
Il piatto unico a €9 consente di scegliere diversi tipi di pietanze vegetariane e vegane. Al bando le bevande gassate.
millefoglie, catania
CATANIA: MILLEFOGLIE
Piccolo cult della gastronomia vegetariana catanese, questo locale semplice e familiare soddisfa per i prezzi davvero modici e per la proposta brillante. Il piatto unico da €10 consente di assaggiare tre diverse preparazioni, e si può scegliere tra la zuppa del giorno, e altri “maipiùsenza”: dal couscous integrale con zucca, pomodoro, patate, porri e peperoncino ai ceci con curry ed erbe, riso basmati e yogurt.
Tutti gli ingredienti hanno una forte connotazione territoriale, inoltre i proprietari sostengono le associazioni culturali cittadine, e non è raro imbattersi in concerti jazz o spettacoli teatrali. Aperto solo a pranzo, giorno di chiusura: domenica.
[Crediti | Immagine di copertina: Giovanni Panarotto, altre immagini: Milanomia, Ristoranti di Roma, 2Spaghi, Vanillalemon]"

E voi siete d'accordo? Avete mai provato uno di questi ristoranti? Raccontatemi...

Nessun commento:

Posta un commento